SULLE ROTELLE DA MEZZO SECOLO


Di seguito la storia di una delle più antiche società sportive rodigine, che da oltre sessant'anni si impegna a portare in città uno sport sano e avvincente che appassiona di generazione in generazione centinaia di giovani atleti.


Una Favola iniziata nel 1961

Skating Club Centro Giovanile Don Bosco Rovigo. Questo il primo nome della società fondata nel 1961 all’interno del Centro Giovanile di viale Marconi, a due passi dalla stazione ferroviaria, e per anni punto di riferimento per l’intera città.

Sorto per iniziativa della Curia dove c’erano i ruderi dell’ex Gil (Gioventù Italiana Littorio) il Don Bosco ospita dal 1956 la scuola professionale. Don Giacomo Prandini diventa direttore del Centro nel 1959 e vuole allargare gli orizzonti creando degli impianti sportivi con l’obiettivo, poi pienamente centrato, di porre a disposizione della città un luogo di aggregazione per i giovani.

Così, insieme al vescovo ausiliare mons. Marcello Rosina e a Carlo Cibotto, influente presidente provinciale dell’Azione Cattolica, il giovane sacerdote porta avanti l’idea e per la pista di pattinaggio coinvolgono Cesare Zancanaro, uno degli sportivi più noti della città, il quale predispone il progetto. L’impianto per il rotellismo, in palladiana, è costruito dal “Cantiere scuola”.

All’inizio del 1961 è pronta la pista con curve sopraelevate e lunga 125 metri. Un piccolo gioiellino, dotato di spogliatoi sotto la tribuna che sul lato opposto serve anche il campo da basket e ha di fronte tre campi da tennis. E’ il compianto Nereo Rossi, il miglior pattinatore rodigino del tempo e fortissimo atleta di Prima categoria, a provare per primo la struttura che apre nella primavera del 1961. “Ricordo che non c’erano ancora le protezioni – disse Rossi – fu una sensazione piacevole, le curve erano particolari, molto tecniche e tendevano a buttare all’esterno. Era la seconda realizzata in Italia, prima avevano costruito solo quella di Spoleto”.

Costruita la pista nasce la società. Don Prandini coinvolge i suoi alunni del Liceo Celio e tra questi Alberto Vallini e Paolo Merlo. “Don Giacomo si affidò ai ragazzi che conosceva e di cui si fidava – racconta Alberto Vallini -, così mi nominò presidente della società di pattinaggio”. E’ proprio Vallini, allora ottimo giocatore di hockey, a dare il nome al sodalizio sportivo. “Mi piaceva Skating Club, mi colpiva, eravamo nella primavera del 1961”.

Pista del Don Bosco e società. Ecco lo Skating Club Don Bosco Rovigo.

L’inaugurazione ufficiale avviene con una gara eccezionale: l’1 e 2 giugno il Campionato italiano maschile di prima categoria con prove su 500, 5000, 10000 e 20000 metri. Giungono atleti da tutta Italia e per lo Skating Club Rovigo gareggiano Nereo Rossi e Vittorio Lazzarini: “Fu un’emozione incredibile pattinare su quelle curve che andavano in alto. Mai visto. Eppoi che bello essere sulla palladiana e non sull’asfalto della strada da Rovigo a Villadose dove ci allenavamo solitamente – ricorda Lazzarini -. Eravamo in pista praticamente tutto il giorno. Affrontammo il campionato dopo esserci allenati per un paio di mesi. In gara c’erano tutti in migliori del tempo e tremavamo. Zancanaro ci ripeteva in continuazione di stare tranquilli, di rimanere vicini guardandoci in faccia, lasciando a me il compito di tirare le volate a Nereo”.

In effetti i titoli italiani li conquistano nomi di spicco: Vittorio Faggioli (Ariosto Ferrara) in 10’39” vince i 5000 davanti al campione del mondo dei 20mila Renzo Rossi (Poste e Telegrafi Roma) e a Giuseppe Cavallini (Triestina) iridato nei 10mila; mentre l’azzurro Alberto Civolani (Cral Monopoli di Stato Bologna) s’impone nei 20mila (44’24”) davanti a Faggioli e a Loriano Lori (Poste e Telegrafi Roma).

Dopo un anno don Prandini intuisce che la presidenza prevede delle responsabilità e così subentra al giovane Vallini. L’attività si svolge a tutte le ore sotto l’occhio vigile del “maestro” Zancanaro che, dopo lo scioglimento della Società Hockey Pattinaggio operante nella pista in viale Trieste, rivolge tutte le attenzioni al Don Bosco dove la società organizza numerose manifestazioni ed ospita anche i campionati regionali dell’Emilia Romagna e i provinciali di Ferrara.

Centinaia di ragazzi iniziano a calzare i pattini costruiti da Zancanaro , rigorosamente con ruote in legno realizzate dal maestro Giacomo Pelà. Gli agonisti, in attività sin dagli anni 50, oltre a Rossi e Lazzarini sono Romolo Astolfi, Gastone Gasparetto, Giorgio Reale ed Enzo Vallini. Molti, d’inverno giocano a rugby e d’estate pattinano.

Poi tocca ad Orlando Rizzo (Terza categoria) ad essere nella seconda metà del decennio la chioccia di un bel nugolo di ragazzini come Riccardo e Maurizio Ceretta, Alberto Borella, Pierluigi Barengo, Mauro e Roberto Michelotto, Antonio e Luigi Borsetto, Rinaldo Boggiani, Paolo Chilanti, Giampietro e Giampaolo Parini, Adriano Ravotti, Marino Rapieri e Francesco Bin. Un gruppo che porta in giro per l’Italia la maglietta (a quel tempo di colore bianco) dello Skating Club Rovigo. Iniziano ad arrivare i risultati con quei giovani terribili: Riccardo Ceretta nel ’68 vince sulla pista del Lido di Venezia i regionali nei 1500. Gare ovunque, le selezioni per i tricolori e anche i campioni italiani con lo stesso Ceretta, Mauro Michelotto, Borella e Giampietro Parini.

Inizia pure l’artistico, ma con meno velleità rispetto alla corsa, e il Don Bosco è sempre affollato: ci sono pattinatori a tutte le ore e si susseguono le gare di alto livello come il trofeo “Fiera di Rovigo” nell’ottobre ’68 o i corsi che si concludono con le simpatiche consegne del diploma. Anche in Polesine si gareggia da Crespino a Grignano Polesine, da Canda a Taglio di Po. A fine decennio la presidenza passa a Luigi Brugnolo, “mi coinvolsero quasi casualmente – ricorda – frequentavo il Don Bosco perchè le mie figlie pattinavano”. La società prende consistenza anche sul piano organizzativo e nel 1969 ecco la prima edizione del Gran Premio “Ottobre Rodigino”, memorabile.

Anni Settanta, i primi grandi allori

Lo Skating Club inizia a crescere con Renzo Borella, Riccardo Ceretta, Giampietro Parini, Mauro Michelotto, Stefano Aquilante, Pierluigi Nalin, Antonio Prisco, Ermes Menon e sulla loro scia iniziano a emergere Marino Ruozzi e Giampaolo Parini con Maria e Marina Cattabriga e Tiziana Gasparetto che nel 1971 sono le prime ragazze ad entrare nell’agonismo. Si gareggia in tutto il nord Italia e numerose sono le gare in provincia di Rovigo. Agli Italiani di Genova nel 1971 Renzo Borella è sesto, replicando l’anno successivo a Roma.

Intanto, Cesare Zancanaro, vicino ai 70 anni, lascia le redini dell’agonismo a Romolo Astolfi, Vittorio Lazzarini e quindi ad Antonio Parini che dal 1972 ne diventa il vero erede con una breve collaborazione con Gastone Gasparetto. Anche alla direzione del Don Bosco c’è un passaggio di consegne con l’arrivo di don Giuseppe Fognagnolo nell’aprile del 1970, il quale avrà un grande ruolo nello sviluppo dell’intero Centro giovanile. La presidenza della società passa per Luigi Brugnolo, Michele Borella e poi, per un quinquennio, all’ex pattinatore Ercole Ponzetti dal 1973, i quali conducono il club a una costante crescita.

Il pattinaggio spopola, la pista di viale Marconi è sempre affollata e la sera è meta di centinaia di persone che gremiscono le tribune. Inizia ad affacciarsi al Don Bosco anche Giuseppe Mantovani che per anni svolgerà un ruolo determinante nella promozione, diventando presidente regionale delle Federazione e poi sarà una colonna della rinascita della gloriosa squadra di hockey a rotelle in viale Trieste. Proprio Mantovani fonda la sezione pattinaggio della Polisportiva di San Pio X che per anni fungerà da splendido vivaio per lo Skating Club.

Stupenda è nel 1972 la quadra edizione del Gran premio Ottobre Rodigino con le gare su strada nel triangolo di viale Gramsci e quelle su pista al Don Bosco con premiazioni nel teatro del Centro giovanile.

Un anno storico è il 1973. A fine luglio Renzo Borella conquista la prima medaglia tricolore della società: è bronzo nei 3.000 su pista agli italiani di Siracusa dove giunge anche quinto nei 300, quarto nei 5000 e terzo assoluto alle spalle di Giuseppe Cruciani e di Maurizio Marchetto. Poco settimane dopo, il 15 e 16 settembre, è la volta di Marino Ruozzi a Ferrara. Nello splendido scenario di piazza Ariostea conquista l’oro nei 300 a cronometro (31″45), il primo titolo in assoluto per la società che ha ormai abbandonato il nome Don Bosco ma veste ancora la maglia bianca con le scritte blu. A Ruozzi sfugge il bis perchè nella finale dei 1500 cade a tre metri dal traguardo quando sembra ormai certo della vittoria. Ma il potente pattinatore si ripete l’anno dopo a Finale Emilia e nel ’75 a San Benedetto del Tronto nella categoria Allievi. L’allenatore è Antonio Parini con alle spalle il direttore tecnico Cesare Zancanaro e la società presieduta da Ercole Ponzetti che disse “Ruozzi è un ragazzo che ha grande spirito di sacrificio, un atleta veramente esemplare”, con la “colonna” Roberto Galuppo e l’anima don Giuseppe Fogagnolo.

Il pattinaggio è effervescente, i praticanti aumentano. Anche in provincia c’è movimento. Si gareggia in quasi tutti i comuni e ci sono ben 8 società impegnate nella corsa (Skating Club Rovigo, Crg Villadose, Hp Giraldini Bosaro, Società Pattinatori Loreo, Pattinaggio Pro Loco Bergantino, Aster Lendinara, Virtus Occhiobello e Treponti San Maria Maddalena) cui ben presto si aggiungerà la Polisportiva Lusia e successivamente anche il Gsp Lusia.

Torniamo all’agonismo. A fianco di Ruozzi scalpita Giampaolo Parini che nel 1974 conquista due medaglie agli Italiani su pista a Venezia: argento nei 3000 e bronzo nei 1500. L’anno successivo si ripete a Salerno: argento nei 5000 e bronzo nei 1000.

E’ nel 1976 che Parini sale sul gradino più alto del podio con una doppietta incredibile: a Roma vince nei 500 Juniores, poche settimane dopo a Montesilvano s’impone nei 10.000 metri su strada. E’ l’inizio di un fantastico pokerissimo che nel ’78, ’79 e ’81 vedrà Parini vincere il titolo assoluto nei 10.000 metri su strada. Un atleta formidabile però ignorato dalla Nazionale, solo qualche apparizione in Meeting internazionali, all’inizio con Ruozzi, ma mai un Europeo o un Mondiale, un fuoriclasse che ha avuto scarsa confidenza con la maglia azzurra.

Nel 1975 la società organizza a Rosolina Mare una tappa del 5. meeting internazionale dell’Amicizia con Francia e Belgio e continua con la splendida esperienza del Gran premio Ottobre Rodigino in viale Gramsci.

Alle spalle di Parini e Ruozzi cresce un nugolo di fortissimi giovani atleti, Alberto Borella, Paola Broglia, le sorelle Maria Luisa e Maria Angela Cezza, i fratelli Sandra, Marco e Rodolfo Sartorello, Doriana Bisan, Monica e Paolo Signorin, i fratelli Roberta e Paolo Ponzetti, Renzo Spada, Stefano Andreotti, Dante Buson, Enrico Vanzan, Angela Scaranello, Barbara e Simona Vanzan, Franco Braggion, Monica Marchiori, Stefano Tieghi, Filippo Degan e molti altri che mietono successi a tutti i livelli e nelle fasi nazionali dei Giochi della gioventù (argento di Roberta Ponzetti a Roma nel 1978 e oro di Rodolfo Sartorello a Bari l’anno successivo) sotto le cura di Antonio Parini e poi del figlio Giampietro.

Il tutto nonostante la carenza di impianti per l’attività su strada: così i ragazzi si allenano nel tratto finale di viale Mascagni, oppure alla stazione delle corriere in piazzale di Vittorio o in viale Benvenuto Tisi da Garofolo: ci sono poche auto in giro e basta una semplice autorizzazione del Comune per chiudere dei tratti di strada. Ma a volte ciò non è sufficiente ed eccoli a pattinare lungo gli argini dell’Adige o stradine di campagna nei dintorni di Concadirame.

A metà anni 70 la dirigenza inizia a fare pressioni sul Comune: “Dateci un’area e noi costruiamo l’impianto su strada”. Il progetto si concretizza nel 1978 in via Malipiero con l’inaugurazione dell’anello asfaltato realizzato con l’impegno economico della dirigenza guidata ad iniziare da quell’anno da Alfonso Broglia.

Anche la pista del Don Bosco “fa le bizze” per colpa del ghiaccio e proprio nel 1978 viene sistemata grazie ai 5 milioni di lire spesi dal Centro sportivo italiano.

Il decennio si conclude con l’avvio di un ricambio generazionale e si affacciano nuovi nomi come Eliana De Stefani, Katty Penolazzi, Anna Gobbato e i fratelli Stocco che vanno a rinforzare la squadra; inoltre nel giugno 1979 alcuni atleti partecipano in Germania al meeting con gare a Hof, Norimberga e Vestinburg, mentre a settembre ecco i tedeschi in Italia con gare a Rovigo, Treviso, Padova, Rosolina Mare e San Giorgio delle Pertiche quando iniziarono a giungere sul mercato le prime ruote in poliuretano espanso che per la strada contribuiranno alla scomparsa di Fas, Scorpioni del Lario e Boen, mentre il legno continuerà ancora qualche anno per la pista e i pattini ormai hanno da tempo l’estrazione rapida delle ruote con cuscinetti.

L’ARTISTICO INIZIA A DECOLLARE

Nel frattempo, nella prima metà degli anni 70, per iniziativa di Giuseppe Mantovani nasce una vera scuola di pattinaggio artistico che già negli 60 aveva comunque avuto felice esperienze con Cesare Zancanaro. D’inverno le lezioni si tengono nella sala spettacolo di San Pio X (l’ex chiesa) e con la bella stagione al Don Bosco. L’insegnante è l’ex campionessa italiana Maria Rita Zenobi di Bologna poi seguita da Sara Locandro. Le prime atlete sono Laura e Silvia Giolo, Emanuela Andreotti, Tiziana Gasparetto, Annalisa e Rossana Mantovani e molte altre, spesso cresciute nel Circolo pattinaggio artistico Rovigo attivo nel 1974-1975. Gli inizi sono difficili, ma la volontà di continuare alla fine dà ragione ai promotori e il settore artistico cresce arrivando a 70-80 iscritti che si destreggiano anche nella pista di viale Trieste dove convivono per un certo periodo artistico, corsa e hockey. Giungono pure i risultati grazie a Mariangela e Stefano Taribello, Sabrina Rondina, Federica Berto, Stefania Marivo, Mauro e Carlo Tommasi, Laura Rampulla, Nadia Grassetto, Paola Falessi, Michela Roversi, Marzia Morello, Lorenza Rizzo. Lo staff è di notevole livello guidato da Franco Scandellari (quarto ai mondiali) con assistente Tiziana Gasparetto.

Anni Ottanta tra alti e bassi

Giampaolo Parini vince l’ultimo titolo nel 1981, ma l’anno dopo, deluso dalla scarsa se non nulla considerazione da parte della nazionale appende i pattini al chiodo. Cala il sipario su un atleta eccezionale, capace di vincere ben tre titoli assoluti nei 10 mila su strada allenandosi con tanti compagni di squadra in un periodo in cui l’anello asfaltato del Pattinodromo di via Malipiero è frequentato anche dagli altri club polesani dei dintorni.

Un po’ alla volta lo seguono quasi tutti gli altri ottimi atleti di quella che fu una nidiata eccezionale e che visse il primo stravolgimento tecnico nel pattinaggio con le ruote da strada di varie misura, forme e dimensioni. Gli ultimi acuti di un gruppo eccezionale li mette a segno Roberta Ponzetti che – allenata da Giampietro Parini – nel 1981 vince l’argento alla finale nazionale dei Giochi della gioventù a Roma.

Salgono comunque alla ribalta Carlo e Paolo Schiesari, Susy Zanella, Simona Vanzan, Daniele Stievano, Paolo e Monica Signorin che a fianco di Alberto Borella continuano a far ben figurare il club. Idem Nicola Traina che ben si comporta ai Giochi della gioventù nazionali a Lecco. Roberto Galuppo diventa presidente per un biennio passando il testimone a Sergio Rampulla nel 1982.

Nel 1985 muore Arturo Ponzetti e la corsa arranca. Comunque alla prima edizione del Memorial, il 22 settembre 1985, la squadra allenata da Paolo Ponzetti si presenta con Simone e Davide Rizzo, Andrea Sivieri, Monia Boaretto, Paolo e Andrea Ramazzina, Nicola Traina, Giampaolo Guarese, Daniel e Tomas Stocco, Alberto e Damiano Toniolo, Paolo Schiesari che ben figurano.

Non manca l’entusiasmo, il Comune finalmente realizza la pista piana all’interno dell’anello asfaltato del Pattinodromo di via Malipiero e questo rappresenta un trampolino di lancio essendo da tempo inutilizzabile l’impianto del Don Bosco. Dopo un lungo digiuno Sivieri riporta in città ben due titoli regionali negli Esordienti e, sempre nel 1986, è secondo al Gran premio giovani di Imola nei 100 a cronometro. Inoltre, insieme ad Alberto Toniolo veste la maglia del Veneto alla Coppa Italia di Jesi. A ottobre Livio Stocco assume la presidenza del club, la società si assesta e Roberta Ponzetti, affiancata da Katia Stocco, diventa l’allenatore.

La squadra cresce anche per l’arrivo di nuove leve come Caterina Zanca e Nicoletta Montagnolo. Siamo nel 1987: il Coni nazionale conferisce allo Skating Club Rovigo la Stella di bronzo, mentre il Comune realizza gli spogliatoi e copre la pista piana.

Alla fine del decennio la corsa riparte con rinnovato entusiasmo, Sergio Rampulla nell’88 torna alla presidenza a il settore si consolida e per la prima volta punta l’attenzione fuori dai confini comunali. Entusiasmo, impegno, disponibilità e passione permettono di aprire le scuole di pattinaggio fuori città, Fratta Polesine e Canaro sono le prime fortunate esperienze.

C’è qualche problema con l’anello del Pattinodromo perchè manca la cordonata in cemento e le erbacce “divorano” l’asfalto. Così gli allenamenti sono effettuati in parcheggi di città e dintorni, disagi che comunque non diminuiscono l’impegno e la partecipazione con soddisfazioni all’attività agonistica.

La ripresa degli anni Novanta

Alessandra Cocchi, Luca Russo, Caterina Fasano, Gerardo Miotto, Francesco Dalla Mutta, Laura Bonacini, Nicoletta Montagnolo, Silvia, Cristian e Stefano Zanella, Valentina e Alessandro Villani, Patrizia e Monia Boaretto, Filippo Monsurrò, Alice Munerato, Marco Bergamin, Monica Piva, Erika Libralon, Barbara Malaguti, Paolo e Stefano Pistolin, Francesco Giacomello e Diego Viaro sono gli atleti del gruppo che inizia gli anni 90, la base della definitiva ripresa i cui effetti si vedono anche ai giorni nostri. Ben presto si aggrega pure la validissima Marta Voltan proveniente da Bagnoli di Sopra.

In piazzale di Vittorio si susseguono fortunate edizioni del Memorial, sempre con 450-500 atleti e almeno 40 società partecipanti, il club è impegnato pure con le scuole fuori città ad Adria e soprattutto Fratta Polesine.

Nel 1991 “esplode” Diego Viaro che conquista ben due medaglie d’argento agli Italiani di Merate nei 150 a cronometro e 200 sprint su strada: da un decennio un atleta non saliva su un podio tricolore. Il gruppo con maglia gialloverde, che si allena tra l’anello asfaltato di Villadose e i parcheggi nei dintorni per l’inutilizzabilità dell’anello di via Malipiero, si consolida e nel 1992, a fianco della conferma di Viaro (argento nei 200 e 400 categoria Ragazzi) ecco Marta Voltan che sempre ai tricolori su strada di Jesi è seconda nei 200 e poi con la maglia del Veneto conquista a Finale Emilia la Coppa Italia. Insieme a loro crescono e brillano Caterina Fasano (terza al Gran premio giovani indoor di Bologna), Erika Libralon, Gerardo Miotto e soprattutto Alessandra Cocchi che l’anno successivo vince il Gran premio giovani a Pordenone.

Il 1992 è l’anno della svolta a livello societario: a marzo viene eletto alla presidenza Federico Saccardin che succede a Sergio Rampulla e la società lancia per la prima volta la proposta all’Amministrazione comunale di costruire insieme un nuovo pattinodromo con la pista con curve sopraelevate, impianto necessario al club per compiere il decisivo salto di qualità, rinverdire i fasti (soprattutto sul piano dei numeri e della popolarità) del Don Bosco e concludere i pellegrinaggi in giro per il Veneto per allenarsi su pista.

Anche la mancanza dell’anello asfaltato si fa sentire, così la soluzione è quella già percorsa nel 1978 per la realizzazione: la forza del gruppo permette di ripristinare l’anello del Pattinodromo a spese della società con l’impegno di decine di genitori (encomiabile Angelo Voltan) che si tassano. Nell’agosto 1993 la squadra così torna ad allenarsi in via Malipiero. Un team che registra gli inserimenti di Roberto e Laura Bonafin, Sofia e Valeria Zambello, Giulio Paulon, Nicola Battocchio, Valeria Sacchetto, Ruggero e Ferdinando Pucci, Ilaria Mercuriati e molti altri, mentre il Memorial Ponzetti, ottava edizione, si effettua per la prima volta sul liston di piazza Vittorio Emanuele.

Anno storico il 1994 perchè i pattini tradizionali, dopo un periodo di coesistenza, finiscono in soffitta: inizia l’era del pattino in linea e il numero dei protagonisti si ampia con Matteo Merletti, Federico Lubian, Leonardo Bortolussi, Serena e Valentina Vallin, Alessandro Coltro, Mattia Marzola, Francesco Rizzato, Michele Saccardin, Luca Girardello, Silvia e Roberta Businaro, Laura Sicchieri e Giada Giandoso. Il Coni nazionale riconosce il valore e il prestigio del club ed assegna la Stella d’argento.

Importante il 1995 perchè in occasione della decima edizione il Pattinodromo viene intitolato ad Arturo Ponzetti. Aumenta l’attività, crescono i risultati e l’attenzione esterna, così nel 1996 Edgarda Cappellato diventa il primo storico sponsor con “Edgarda pratiche automobilistiche” e per la prima volta la divisa è un body giallo-verde-blu. Si amplia lo staff tecnico coordinato da Roberta Ponzetti per seguire gli agonisti e soprattutto i tanti allievi delle scuole di pattinaggio. Significativa la giornata di beneficenza del 14 aprile organizzata in favore dell’Associazione bambini cerebrolesi “Mattia Venceslao” con la raccolta fondi al Pattinodromo denominata “Pattinando per loro” che negli anni successivi sarà seguita da altre iniziative analoghe in favore di giovani bisognosi di cure o associazioni come Avis, Aido e Telethon.

L’entusiasmo e l’impegno crescono e le scuole di pattinaggio (dal 1996 anche a Canaro) “sfornano” sempre più atleti che potenziano il settore agonistico, ecco quindi Elena Ferraù, Manuel Cobianco, Massimo Dall’Ara, Andrea Ferrarese, Luca Trombin, Giulia Bonfà, Elia Bellan, Sara e Samuele Frigato, Alberto Medea, Andrea Veronese, Marco Zanaga, Cristina Acquaviva, Nicola Toffoletto, mentre Mirko Contiero e Nico Massaro arrivano da Lusia, e l’anno successivo, il ’97, registra il debutto di Linda Ferro, Letizia e Stefania Padovan, Francesca Ferraresi, Federico Zancanaro, Filippo Mirandola, Enrico Frescura, Giorgia Malagugini, Sara Chiarion e Sara Menon.

L’ampia rosa porta a risultati di prestigio a livello regionale; Laura Sicchieri, Roberto Bonafin, Giada Giandoso, Silvia Businaro e Linda Ferro dal 1996 in poi conquistano molte medaglie in varie edizioni del Gran premio giovani mentre Laura Bonafin eccelle nella categorie superiori.

A fine ’96 la società, in collaborazione con il Comitato provinciale Fihp guidato da Paolo Rondina, organizza a Palazzo Roncale il “Gran galà dei campioni” a livello regionale, mentre l’anno successivo si apre con un nuovo sponsor: Nationale Suisse Assicurazioni che affianca Egarda pratiche automobilistiche.

Dopo ben 16 anni di attesa, si interrompe il lunghissimo digiuno tricolore grazie a Valentina Vallin che, sotto la sapiente guida di Roberta Ponzetti, nel giugno 1997, a Marina di Grosseto, vince il titolo italiano nei 200 a cronometro su pista categoria Ragazze. Un trionfo ottenuto da un’atleta che pattina da pochissimo tempo, con enormi margini di miglioramento e che poche settimane dopo vince il bronzo sia nei 200 a cronometro che nei 400 sprint ai tricolori su strada di Cassano d’Adda dove Nico Massaro è quarto nei 400 sprint e 1500 (battuto al fotofinish) e Laura Bonafin quinta nei 300 e 1500 Allieve.

L’entusiasmante annata si conclude con un bilancio eccellente: due scuole di pattinaggio fuori città (Canaro e San Bellino), il nuovo sponsor, il titolo e le medaglie tricolori di Valentina Vallin, la 12esima edizione del Memorial Ponzetti al Pattinodromo e la presenza del presidente federale Sabatino Aracu alla festa provinciale dei campioni a Palazzo Nodari.

Altra infornata nel 1998 con l’inserimento di Chiara Lazzarin, Mary Toso, Andrea Bellinello, Edoardo Lubian, Michele Dall’Ara, Lisa Avanzi e Nicola Rizzati; a maggio la società apre una scuola di pattinaggio ad Arquà Polesine che si affianca a quella di San Bellino con notevole successo e simpatiche manifestazioni di fine anno accademico al Pattinodromo. Linda Ferro e Laura Sicchieri sono protagoniste al Gran premio giovani, Valentina Vallin conquista il bronzo agli italiani su strada di Terni nei 300 a cronometro Allieve. E’ l’anno di quello che diventerà uno sponsor storico: l’Agip Petroli grazie alla sensibilità di Agostino Melloni

Il 1999 rappresenta un’altra pietra miliare per il club: in estate il sudore dei genitori – trascinati dall’incredibile ed eccezionale Giovanni Bonafin – permette, lavorando decine di sere, di realizzare le cordonate esterne ed interne dell’anello asfaltato e di illuminare l’impianto, quindi la società procede a far asfaltare nuovamente la struttura che in occasione del 14° Memorial vede come madrina d’onore niente meno che la pluricampionessa mondiale Valentina Belloni. La squadra che ora vede impegnati anche Marco Saccardin, Manuel Giandoso, Filippo Visentin, Enrico e Francesco Zancanaro, Filippo Pastore, Marco Chiavilli, Nicola Bonon, Serena Dolcetto, Alessandro e Andrea Campanile, Debora e Barbara Benini, Federico Callegari e Ilaria Broccanello brilla, sempre seguita da Roberta Ponzetti con aiutanti Michele Saccardin e Diego Viaro e altri istruttori come Paola Gallo che operano nelle scuole di Arquà Polesine, San Bellino-Castelguglielmo e da questa stagione anche a Mardimago.

L’annata registra la consacrazione di Valentina Vallin che inizia vincendo l’argento (500) agli indoor di Norcia e il bronzo nei 300 su pista ad Acireale, continua conquistando i titoli su strada nei 300 a cronometro e 500 sprint) entusiasmando a Scaltenigo e finisce trascinando la sorella Serena e Silvia Businaro alla vittoria del bronzo nella staffetta Ragazze-Allieve sempre nella rassegna veneziana. Da applausi.

Una realtà consolidata in costante crescita

Il nuovo millennio inizia nel migliore dei modi possibili: grazie a Valentina Vallin, nel 2000, arrivano due medaglie di bronzo dai Campionati Europei Giovanili. Nel 2003 il titolo italiano con Federico Zancanaro che poi, due settimane successive, a luglio, vince la medaglia di bronzo ai Campionati Europei Giovanili di Genemuiden, Olanda.Due atleti di punta di una squadra completa come testimoniata dal successo, nel 2002, nel trofeo nazionale Bruno Tiezzi, quella sorta di campionato italiano per società a livello giovanile concluso con la splendida finale di Imola.Ormai la società è consolidata sotto ogni aspetto. Detto dell’agonismo condotto da Roberta Ponzetti con a fianco numerosi validi tecnici ad iniziare da Michele Saccardin bravi a plasmare atleti di valore capaci di primeggiare nel Gran Premio Giovani e in molte gare con la conquista di medaglie agli italiani (Nicola Battocchio, Giada Giandoso, Filippo Mirandola e le staffette del 1999 e del 2008). Quindi il settore promozionale con l’intesa attività nelle scuole, i corsi aperti in diversi centri della provincia e sempre molto effervescenti in città; l’organizzazione di eventi. E tra  questi come non ricordare le manifestazioni per la celebrazione dei 40 anni della società: gli ultimi mesi del 2001 sono stati contrassegnati dalla splendida mostra con premiazione a Palazzo Roncale, nonchè la grande cena al Don Bosco, momenti entusiasmanti e anche commoventi. Quindi il Galà regionale dei campioni; le numerose giornate di solidarietà per varie persone o enti bisognosi; le interessanti edizioni del memorial Ponzetti o gli appuntamenti con campionati regionali o provinciali al Pattindromo.

Un crescendo continuo per garantire linfa e vitalità alla società, cercando di migliorare continuamente, soprattutto a livello organizzativo e tecnico.

Siamo quasi ai giorni nostri nella splendida epopea del pattino in linea con alla guida sempre Federico Saccardin che ha in Paolo Ponzetti il braccio operativo e motore del club affiancato dall’altro vicepresidente Giuseppe Endrio Franco e un direttivo molto efficiente.

Roberta Ponzetti è il responsabile tecnico di uno staff ampio e preparato che ha in Paola Gallo la coordinatrice delle scuole di pattinaggio.

Tantissimi allievi, molti agonisti capitanati da Nicola Battocchio, la campionessa italiana nella Maratona Junior (2008) Giulia Bertaglia e il campionissimo Riccardo Passarotto (9 titoli italiani conquistati in due anni e i due storici titoli europei vinti nell’estate 2010 a San Benedetto del Tronto ) a trascinare un gruppo dalle notevoli prospettive.

E in quest’ottica vanno viste le scuole di pattinaggio aperte dal 2009 a Mardimago e Ceregnano-Villadose; il progetto Welcome (un mese completamente gratuito, a settembre) lanciato nel 2009 e consolidato nel 2010 in varie piattaforme di centro e frazioni, nonchè a San Martino di Venezze e Ceregnano; le esibizioni dell’autunno 2010 a Concadirame e nell’ambito della festa della Polizia. Ciliegina sulla torta la sponsorizzazione della Serramenti Pavanello il cui marchio compare sulle divise di atleti e allievi; un sostegno di altissimo livello e responsabilità per il club.

A tutto ciò si aggiunge il gran lavoro che, da metà 2009 sta svolgendo il gruppo che affianca i progettisti Stefano e Michele Boato e Pierpaolo Visentin per la realizzazione del nuovo Pattinodromo delle rose, il centro sportivo polivalente che la società (con l’aiuto di Comune, Regione, Fondazione cassa di risparmio di Padova e Rovigo e varie aziende) costruirà in via Bramante.

Insomma, il club è intensamente impegnato su vari fronti per crescere e migliorare continuamente per fornire un accoglienza e un sostegno di sempre di maggior qualità ad atleti, allievi, le loro famiglie (provenienti anche da Adria, Sant’Urbano, Boara Pisani, San Martino di Venezze, Villadose, Ceregnano, Bosaro, Pontecchio Polesine) e all’intera città.

Ultimo decennio e sguardo al futuro

Il 2011 è l’anno del 50esimo anniversario del club e l’intera annata è proiettata all’appuntamento clou ad inizio dicembre con la cerimonia-festa al Censer.

La società si presenta al grande evento con sforzi notevoli sul piano organizzativo, ma continuando con grande impegno l’attività promozionale e agonistica su vari fronti, compreso quello di Villadose dove, “assorbiti” atleti e dirigenti, si continua con i corsi per rinverdire la tradizione.

Ai provinciali su strada a Villadose la squadra si presenta con ben 50 atleti (record mai toccato né prima né dopo) seguiti da uno staff di valore.. C’e’ anche un’altra grande novità grazie all’instaurata collaborazione con la società veronese del Noi Pattinaggio Bovolone che trasferisce ben quattro propri valorosi atleti allo Skating Club Rovigo. Il matrimonio da subito frutti eccelsi: Lorenzo Cabrini vince a Senigallia il bronzo tricolore nei 200  cronometro categoria Ragazzi su pista e pochi mesi si supera a San Benedetto del Tronto vincendo il titolo su strada. Al suo fianco c’è Riccardo Passarotto la cui ascesa di velocista di razza non conosce soste: vince tre titoli italiani (300 a cronometro su pista, 200 a cronometro e 500 sprint su strada) e così si conquista la convocazione per gli Europei giovanili nelle Marche. E’ un trionfo e per la prima volta un atleta dello Skating Club Rovigo conquista un titolo continentale: i 500 metri su pista a Pollenza con bis pochi giorni dopo nei 200 metri su strada a Macerata impreziositi dall’argento nei 300 su pista e il bronzo nei 100 su strada. a Pollenza. La squadra è compatta con i vari Nicola Battocchio, Giulia Bertaglia, Manuel e Giada Giandoso, Eugenia Frezzato e Linda Ferro, Lorenzo Cabrini, Niccolò Passarini, Antonino Cicchelli, Elena e Giovanni Arzenton e poi tanti giovani pattinatori che scalpitano nelle categorie inferiori.

Risultati eccezionali che conducono con entusiasmo alla Festa per il 50.anniversario. Una cerimonia memorabile nella Sala Rigolin, guidata con maestria e professionalità da Roberto Roversi. Apre il giornalista Maurizio Romanato che presenta il libro sui 50 anni di storia realizzato da Paolo Ponzetti, con la collaborazione di Federico Brancalion e Digital Ink. Una volume con foto, testi, curiosità, notizie e aneddoti che parte dai precursori degli anni 20-30, quindi i valorosi degli 50 e tutti i protagonisti dei 50 anni di storia della società: alteti, tecnici, dirigenti.

Sul palco del Censer salgono volti noti e meno noti ai protagonisti di oggi, ma ci sono tutti dal primo presidente Alberto Vallini affiancato da don Giacomo Prandini sino ai piccoli atleti. Una passerella suddivisa per decadi con la premiazione dei personaggi più rappresentativi innanzi una sala gremita con un parterre di autorità eccezionali.

In archivio la festa l’attenzione si sposta al Pattinodromo delle Rose:. Ora c’è tutto: progetto, terreno, gran parte dei finanziamenti, impresse costruttrici. Il  18 luglio 2012 si scrive una delle pagine memorabile della società e pensiamo dello sport polesano: apre il cantiere con l’ingresso nell’ampio spazio verde di Largo Atleti Azzurri d’Italia di uomini e mezzi dell’impresa Dossi. I lavori procedono celermente e un anno dopo, nell’agosto 2013 le tre piste sono perfettamente agibili e funzionanti ed iniziano a sfrecciare i pattinatori tra l’emozione e la gioia dell’intero club. Nel frattempo apre il cantiere per la costruzione di spogliatoi, club house e servizi.

Sul piano agonistico non mancano le soddisfazioni. Una squadra ampia e completa diventa una delle migliori forze del Veneto ed entra stabilmente nella top 25 del rotellismo nazionale e anche nel 2012 non manca l’acuto con Riccardo Passarotto che vince il tricolore nei 200 a cronometro su strada a Pordenone dove Lorenzo Cabrini si conferma ad altissimi livello vincendo l’argento nella stessa gara degli Allievi.

Cresce la squadra, cresce la struttura dirigenziale-organizzativa guidata dal presidente Federico Saccardin e nel 2013 arriva il più prestigioso riconoscimento per una società sportiva: il Coni nazionale assegna allo Skating Club Rovigo la Stella d’oro per Meriti Sportivi, una gioia immensa che i protagonisti di oggi condividono con quanti hanno scritto la storia del club. Il 2013  è l’anno del veronese Lorenzo Cabrini che vince l’argento tricolore nei 300 a cronometro Allievi su pista e il bronzo nei 200 su strada. Alle sue spalle c’è una squadra completa, finalmente presente in tutte le categorie  e ormai divenuta solida realtà. L’apertura delle tre piste del Pattinodromo delle Rose permette di crescere ancora e di organizzare la 28esima edizione del Memorial Ponzetti nel nuovo impianto con un appuntamento a carattere nazionale. Un successo con la cerimonia di presentazione dell’opera e la soddisfazione di vedere un impianto proprio molto apprezzato e funzionale.